Passaporto digitale di prodotto nel food: uno strumento pensato per altri che il settore alimentare non può ignorare

Ragazza in supermercato scansiona QR code sull’etichetta di una bottiglia per accedere al passaporto digitale di prodotto con informazioni su origine, tracciabilità, sicurezza, qualità e sostenibilità alimentare

Il Digital Product Passport diventerà obbligatorio in UE per molti prodotti dal 2027, ma gli alimenti ne sono esclusi. Tuttavia, un passaporto digitale dinamico potrebbe rivoluzionare il sistema alimentare. Integrando blockchain, sensori e intelligenza artificiale, il sistema permetterebbe di tracciare qualità, origine e condizioni di conservazione, rafforzando sicurezza alimentare, trasparenza e fiducia tra imprese, distribuzione e consumatori.

Shrinkflation: cosa insegna all’Italia la nuova legge austriaca

Carrello della spesa tra gli scaffali di un supermercato, simbolo delle dinamiche della shrinkflation e della necessità di maggiore trasparenza verso i consumatori.

La nuova legge austriaca introduce obblighi di trasparenza per contrastare la shrinkflation, imponendo ai rivenditori segnalazioni chiare delle riduzioni di quantità. L’Italia, invece, ha rinviato la propria norma dopo una procedura d’infrazione UE per eccessiva rigidità e ostacoli al mercato interno. Senza interventi di produttori e GDO, il rischio è un ulteriore crollo della fiducia dei consumatori.

Microplastiche ovunque: anche il vetro non è più una certezza

bevande in bottiglie di vetro microplastiche

Le microplastiche sono ovunque, anche dove meno ci si aspetta. Un’indagine dell’Anses ha scoperto che le bevande in bottiglia di vetro contengono molte più microplastiche rispetto ad altri contenitori, a causa dell’abrasione dei tappi. Un richiamo all’industria e ai consumatori: servono nuove soluzioni, materiali più sicuri e pratiche produttive più attente.

EUDR e deforestazione: la coerenza perduta tra dichiarazioni e scelte politiche ed aziendali

deforestazione nel Borneo

L’EUDR, nato per contrastare la deforestazione globale, sta subendo un forte ridimensionamento. Brasile, Indonesia e Malesia potrebbero essere esclusi dalla lista dei Paesi ad alto rischio, mentre 11 paesi membri vogliono diminuire gli obblighi delle aziende esportatrici UE. Un passo indietro che mina l’efficacia del regolamento e solleva dubbi sulla coerenza etica e politica dell’UE.