La carenza di personale nell’industria alimentare non è solo un problema di recruiting

La difficoltà di reperire personale nell’industria alimentare è reale, ma non uniforme. Dietro la stessa frase possono esserci scarsità di candidati, mismatch, onboarding fragile e conoscenze concentrate in pochi esperti.
Il lavoro è partecipazione: perché il benessere delle persone migliora anche la qualità del cibo

Il benessere organizzativo nell’industria agroalimentare non è un tema separato dalla qualità del prodotto. Sicurezza sul lavoro, prevenzione dei rischi psicosociali, Food Safety Culture, leadership e competenze relazionali influenzano direttamente processi, innovazione e sicurezza alimentare. Investire nelle persone significa rafforzare capacità decisionale, qualità produttiva e sostenibilità delle filiere nel lungo periodo.
In memoria di Carlo Petrini

L’articolo ricorda Carlo Petrini e la sua eredità culturale nel sistema agroalimentare. Dal valore umano del cibo alla biodiversità, dal ruolo delle persone nelle filiere alla sostenibilità, emerge una riflessione sul futuro dell’agroalimentare tra crisi globali, perdita di senso e necessità di ricostruire legami profondi tra uomo, natura, lavoro, territorio e comunità.
Zootecnia industriale e dinamica dei sistemi: comprendere i loop per individuare la vera leva di cambiamento

La zootecnia industriale genera impatti sistemici su ambiente, salute e società, sostenuta da loop economici che ne rafforzano la stabilità. Analizzando il modello con la dinamica dei sistemi emergono le cause profonde e i limiti delle soluzioni attuali. Il cambiamento richiede una leva più profonda: la centralità della persona per attivare modelli più coerenti, sostenibili e integrati
Dalla terra al mercato: squilibri e crisi del sistema agricolo

La crescente finanziarizzazione della terra agricola, la pressione della GDO e i limiti della PAC stanno accelerando la crisi del mondo contadino. La concentrazione fondiaria e la perdita di suolo riducono resilienza e biodiversità. Il sistema agroalimentare rischia di perdere radicamento territoriale e sicurezza alimentare. Serve un cambio di paradigma che rimetta al centro sostenibilità, comunità e valore di lungo periodo.