Oltre l’obesità e la malnutrizione: il cibo come responsabilità collettiva

Una bambina in un supermercato afferra una busta di dolci, immagine che rappresenta l’aumento dell’obesità infantile e l’impatto del cibo ultraprocessato promosso dall’industria alimentare.

L’obesità ha superato il sottopeso come principale forma di malnutrizione. UNICEF, Slow Food e AMD chiedono un cambio di paradigma: ridurre zuccheri e alimenti ultraprocessati, riformulare i prodotti e promuovere ambienti alimentari più sani. L’industria alimentare deve diventare parte della soluzione, innovando con etica e responsabilità verso la salute pubblica.

UPF e dolcificanti: rischi cognitivi e opportunità di innovazione per l’industria alimentare

Caramelle e galatine colorate sparse su un tavolo, simbolo del consumo di alimenti ultra-processati con dolcificanti artificiali e dei loro rischi per la salute cognitiva.

Due studi evidenziano i rischi degli alimenti ultra-processati e dei dolcificanti artificiali sulla memoria e sull’invecchiamento cerebrale. Tuttavia, il settore agroalimentare può trasformare questa criticità in opportunità, puntando su riformulazioni più sane, ingredienti naturali e prodotti fermentati plant-based, in linea con la crescente domanda di trasparenza, funzionalità e clean label.

Snackification: rischi per la salute e opportunità per l’industria alimentare

Scatola di cartone con barrette snack al cioccolato di varie marche e colori, simbolo della snackification e dei cambiamenti nelle abitudini alimentari.

La snackification, ovvero la sostituzione dei pasti principali con snack, è in forte crescita a livello globale. Se da un lato il mercato offre enormi opportunità per l’industria alimentare, dall’altro emergono rischi per la salute: aumento di obesità, diabete e squilibri metabolici. L’innovazione responsabile è la chiave per trasformare questa tendenza in opportunità.

Linee guida UK su UPF negli alimenti per l’infanzia: un segnale per il settore

Bambina bionda di pochi anni mangia un cookie al cioccolato, alimenti ultra-processati (UPF) diffusi per l’infanzia in UK.

Il Regno Unito introduce nuove linee guida sugli alimenti per l’infanzia per ridurre zuccheri e sale e fermare claim fuorvianti. Le misure rispondono all’allarme sull’eccesso di ultra-processati (UPF) nell’alimentazione dei bambini. Un segnale che riguarda l’intera industria: riformulare, innovare e comunicare con trasparenza diventa essenziale per rispondere a consumatori sempre più attenti alla salute.

PFAS e alimenti: la contaminazione cresce, serve l’impegno delle imprese

Varietà di alimenti su tavolo bianco — pesce, uova, legumi, frutta, cereali e latticini — legati al tema della contaminazione da PFAS negli alimenti.

Un’indagine BUND conferma l’ampia diffusione dei PFAS negli alimenti, dalle uova al pesce. Questi “forever chemicals” pongono rischi ambientali e sanitari, spingendo l’UE verso un piano comune. Le imprese, soprattutto nei settori alimentare e packaging, devono mappare i processi, investire in alternative sicure e garantire trasparenza per tutelare i consumatori e rafforzare la sostenibilità.

PizzAut: il modello di ristorazione inclusiva da estendere al settore

Stretta di mano sopra un piano infarinato con la parola “Pizza”, accanto a impasto e mattarello; intorno pomodori, mozzarella, olive e basilico. Immagine simbolo di pizzeria sociale che offre lavoro inclusivo a persone con disabilità.

PizzAut, il progetto fondato da Nico Acampora, ha trasformato la ristorazione in un modello di inclusione e felicità condivisa. Non solo un ristorante, ma un’esperienza che mette al centro le persone, creando valore per famiglie e comunità. La sua forza è nel fattore umano: un approccio che ispira il settore a unire etica, impresa e benessere.

Inquinamento chimico e plastica: un treno senza macchinista

mondo nelle nostre mani

Il fallimento dei negoziati ONU sulla plastica conferma lo stallo politico, mentre la scienza avverte che inquinamento chimico e microplastiche sono una minaccia globale. Dai pesticidi ai PFAS, i rischi per la salute sono gravi e sottovalutati. Soluzioni possibili: maggiore consapevolezza, innovazione responsabile, pressione sociale e nuove coalizioni per cambiare rotta prima che sia troppo tardi.

Diete vegetali e proteine alternative: Danimarca, Belgio e Germania aprono la strada a un’agroalimentare più diversificato e responsabile

Sacchi di juta con all'interno diverse varietà di legumi

Danimarca, Belgio e Germania adottano strategie concrete per favorire diete vegetali e fonti proteiche diversificate, unendo salute pubblica, sostenibilità e competitività. Per il settore agroalimentare italiano, la sfida è integrare innovazione e identità: sviluppare linee vegetali di qualità, valorizzare materie prime locali e processi funzionali, cogliendo l’opportunità di un mercato europeo in trasformazione.

Alimentazione, salute e responsabilità: cosa ci dice davvero lo studio ISS sulle abitudini alimentari degli italiani?

famiglia compra verdure al mercato

Lo studio ISS evidenzia un calo della qualità della dieta italiana, l’aumento degli alimenti ultra-processati e forti disparità demografiche. Il report invita a un cambiamento che non può ricadere solo sui cittadini: le imprese agroalimentari devono assumere un ruolo attivo, integrando salute, sostenibilità e benessere comunitario nella propria strategia, per un impatto positivo duraturo.

Da meraviglia della chimica a preoccupazione alimentare e non solo

microplastiche nel cibo e nell'ambiente

La plastica, da simbolo di progresso, è diventata una delle principali minacce per ambiente e salute. Il suo impatto si estende a catena alimentare, clima e sistemi biologici. Secondo The Lancet, servono azioni urgenti per ridurre la produzione, non solo migliorare il riciclo. La questione riguarda tutti, anche imprese e professionisti, chiamati a ripensare modelli e responsabilità.

Dal danno invisibile alla responsabilità condivisa: perché servono protocolli chiari nella catena del freddo

camion surgelati

Nel settore del surgelato professionale, piccoli scostamenti termici possono causare gravi danni di prodotto. Un caso concreto evidenzia le criticità sistemiche della filiera e l’urgenza di protocolli chiari. Il documento AFFI propone uno standard condiviso per prevenire danni, aumentare la trasparenza e responsabilizzare ogni anello della catena del freddo. Un passo necessario verso la qualità sostanziale.