PFAS e alimenti: la contaminazione cresce, serve l’impegno delle imprese

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Varietà di alimenti su tavolo bianco — pesce, uova, legumi, frutta, cereali e latticini — legati al tema della contaminazione da PFAS negli alimenti.
Alimenti comuni e contaminazione da PFAS nella catena alimentare

Una recente indagine del Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland (BUND), basata anche su dati EFSA, ha riportato risultati preoccupanti sulla contaminazione da PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) nella catena alimentare.

I dati parlano chiaro:

  • Quasi 4 uova su 10 (14 su 22) contenevano PFAS, sebbene nei campioni testati non siano stati superati i limiti di legge per le quattro tipologie regolamentate.
  • Il 69% del pesce analizzato e oltre la metà di molluschi e organi animali (come il fegato) sono risultati contaminati.
  • I vegetali appaiono meno esposti, con solo il 7% dei campioni contaminati.

Le uova, considerate un “termometro della contaminazione ambientale”, mostrano come queste sostanze persistano e si diffondano nell’ambiente. Ancora più allarmante è la presenza di PFAS non regolamentati, come l’acido perfluorobutanoico (PFBA), non coperto dalle attuali normative.

Secondo l’esperta Janna Kuhlmann (BUND), il segnale è inequivocabile: i PFAS non stanno diminuendo, ma continuano a propagarsi. Per questo l’associazione chiede misure urgenti: eliminare i PFAS dai beni di consumo entro il 2025 e interromperne la produzione e l’uso entro il 2030, attraverso un piano europeo coordinato.

PFAS negli alimenti: cosa sono, dove si trovano e perché sono pericolosi

I PFAS sono composti chimici sintetici utilizzati dagli anni ’50 per le loro proprietà idrorepellenti e di resistenza al calore. Si trovano in imballaggi alimentari, tessuti tecnici, pentole antiaderenti, schiume antincendio e numerosi prodotti industriali.

Il problema è che questi composti, definiti forever chemicals”, non si degradano facilmente nell’ambiente e tendono ad accumularsi nel suolo, nelle acque e negli organismi viventi. Studi scientifici li hanno collegati a rischi per la salute, tra cui:

  • disfunzioni ormonali,
  • problemi al sistema immunitario,
  • riduzione della fertilità,
  • aumento del rischio di alcuni tumori.

PFAS in Europa: perché serve un piano normativo comune

Le evidenze raccolte da BUND ed EFSA non lasciano spazio a interpretazioni. I singoli interventi nazionali non bastano: serve un approccio comune a livello europeo, con impegni progressivi ma chiari, che riducano sia la produzione che l’utilizzo dei PFAS. Germania, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Norvegia hanno già fatto fronte comune a Bruxelles, spingendo per un quadro normativo più restrittivo.

Imprese e PFAS: strategie concrete per ridurre l’impatto e tutelare i consumatori

Per le imprese, soprattutto quelle attive nei settori alimentare e del packaging, la questione non può più essere rimandata. È necessario:

  • mappare i processi produttivi per individuare dove i PFAS vengono utilizzati direttamente o indirettamente;
  • investire in alternative sicure, come materiali compostabili, tecnologie di rivestimento innovativo e processi privi di composti persistenti;
  • rafforzare la trasparenza verso i consumatori, comunicando con chiarezza le azioni intraprese;
  • collaborare lungo la filiera per ridurre i rischi di contaminazione e adottare standard comuni.

Minimizzare la contaminazione da PFAS non è solo una questione di conformità normativa: significa ridurre rischi reputazionali, garantire la sicurezza dei consumatori e posizionarsi come attori responsabili in un mercato sempre più sensibile alla sostenibilità.

Conclusioni: PFAS, sostenibilità e ruolo attivo delle aziende nel futuro agroalimentare

Il caso dei PFAS mostra come le sostanze chimiche introdotte per risolvere problemi di performance dei materiali possano diventare un fattore di rischio diffuso e sistemico. Oggi le imprese hanno la possibilità — e la responsabilità — di anticipare le normative, scegliere alternative più sicure e contribuire a un futuro alimentare e industriale più pulito.

Non si tratta solo di rispettare regole, ma di assumere un ruolo attivo nel proteggere la salute pubblica e l’ambiente.

Link di approfondimento:

https://ilsalvagente.it/2025/08/21/pfas-i-contaminanti-eterni-finiscono-anche-nelle-uova/

https://www.bund.net/service/publikationen/detail/publication/pfas-verpackungscheck

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