Il vero costo di un cambio packaging non è il prezzo della nuova bobina

Valutazione del costo totale di un cambio packaging alimentare tra materiale, processo, shelf life e PPWR

Cambiare packaging non significa semplicemente confrontare il prezzo di due materiali. Produttività, scarti, shelf life, investimenti, conformità e rischio commerciale possono cambiare completamente il risultato economico. Con il PPWR alle porte, serve una lettura del costo totale del sistema alimento–imballaggio–processo.

Il Codex adotta nuove linee guida sull’etichettatura precauzionale degli allergeni

Confezione alimentare con dicitura “Può contenere” e sistemi di controllo qualità per la valutazione scientifica del rischio allergeni.

Da strumento di tutela legale alla valutazione quantitativa del rischio: cosa cambia per consumatori e industria alimentare Per una persona con allergia alimentare, una frase apparentemente semplice come “può contenere” può determinare la scelta di acquistare, consumare o evitare un alimento. Eppure, fino a oggi, questa indicazione non ha mai trovato un’interpretazione ed un significato […]

La qualità nasce nello spazio tra materie prime, macchine e persone

Team tecnico in uno stabilimento di prodotti da forno industriali mentre osserva il processo produttivo, simbolo del legame tra qualità alimentare, impianti, persone e organizzazione.

Quando l’innovazione di prodotto non dipende solo dalla ricetta, ma dalla capacità dell’organizzazione di far dialogare processo, tecnologia e competenze Ci sono esperienze professionali che, anche a distanza di molti anni, continuano a insegnare qualcosa. Non necessariamente perché siano state le più grandi o le più visibili, ma perché in quelle esperienze si è manifestato […]

Olio EVO, polifenoli e percezione del gusto: stiamo comunicando davvero il valore dell’extravergine?

Persona che versa olio extravergine di oliva su un’insalata, immagine associata al tema di polifenoli, qualità sensoriale e valore nutraceutico dell’olio EVO.

L’articolo analizza il rapporto tra polifenoli dell’olio EVO, percezione sensoriale e valore nutraceutico. Amaro e piccante, spesso poco apprezzati dal consumatore, rappresentano indicatori biologici di qualità e stabilità ossidativa. Il testo approfondisce criticità di comunicazione, shelf life e gestione della filiera, evidenziando la necessità di nuovi modelli di valorizzazione culturale, tecnologica e commerciale dell’extravergine di alta qualità.

Olio extravergine d’oliva tra nutraceutica e crisi di valore: evidenze scientifiche, consumo reale e criticità di filiera

Olio extravergine d’oliva con olive e foglie affiancato a simboli scientifici, rappresentazione del ruolo dei polifenoli e dell’idrossitirosolo nella salute e nell’invecchiamento attivo.

L’olio extravergine d’oliva è un alimento nutraceutico con effetti protettivi su salute e invecchiamento, grazie a polifenoli e acido oleico. Tuttavia, consumo insufficiente, perdita di qualità lungo la filiera e scarsa percezione del valore ne limitano il riconoscimento. Nasce tuttavia una nuova opportunità: il posizionamento dell’olio EVO come alimento nutraceutico. E’ quindi necessario da una parte ripensare il modo in cui lo portiamo al mercato e dall’altra creare una filiera capace di proteggere ciò che produce, misurare ciò che promette e comunicare al consumatore non solo l’origine, ma la sostanza reale della qualità.

Olio EVO: come si distrugge valore in una filiera che produce eccellenza

Bottiglia di olio extravergine su tavolo con cesto di olive e oliveto sullo sfondo

L’olio extravergine d’oliva, prodotto ad alto valore nutrizionale e culturale, perde riconoscimento lungo la filiera. Tra qualità reale e percezione del consumatore si crea una frattura che porta alla commoditizzazione. Produzione, distribuzione e comunicazione non valorizzano adeguatamente il prodotto. Serve un cambio di visione per rendere comprensibile la qualità e restituire valore economico, culturale e alimentare al sistema

Olio EVO in casa: perché perde qualità ogni giorno (e perché il sistema non lo protegge)

olio extravergine di oliva con olive fresche, perdita di qualità durante l’uso domestico.

L’olio extravergine d’oliva perde qualità già dopo l’apertura: ossigeno, luce e tempo riducono polifenoli, stabilità e profilo sensoriale. Una ricerca mostra cali significativi anche in poche settimane. Packaging e conservazione sono fattori decisivi, ma il problema è sistemico. Senza un modello che protegga e valorizzi il prodotto, anche un olio eccellente rischia di perdere rapidamente valore.

Olio extravergine d’oliva: tra qualità, perdita di valore, crisi sistemica e necessità di una nuova visione

Campo di olivi, simbolo del settore dell’olio extravergine d’oliva tra crisi, perdita di valore e necessità di sostenibilità.

L’olio extravergine d’oliva attraversa una crisi sistemica tra frodi, calo della qualità e perdita di valore percepito. Problemi di tracciabilità, dipendenza dalle importazioni e scarsa cultura del consumatore aggravano il contesto. Serve una nuova visione basata su biodiversità, trasparenza, educazione e sostenibilità per rilanciare il settore e preservarne identità, qualità e ruolo strategico nell’agroalimentare.

Passaporto digitale di prodotto nel food: uno strumento pensato per altri che il settore alimentare non può ignorare

Ragazza in supermercato scansiona QR code sull’etichetta di una bottiglia per accedere al passaporto digitale di prodotto con informazioni su origine, tracciabilità, sicurezza, qualità e sostenibilità alimentare

Il Digital Product Passport diventerà obbligatorio in UE per molti prodotti dal 2027, ma gli alimenti ne sono esclusi. Tuttavia, un passaporto digitale dinamico potrebbe rivoluzionare il sistema alimentare. Integrando blockchain, sensori e intelligenza artificiale, il sistema permetterebbe di tracciare qualità, origine e condizioni di conservazione, rafforzando sicurezza alimentare, trasparenza e fiducia tra imprese, distribuzione e consumatori.

Olio d’oliva e controlli UE: qualità, rischi e politica alimentare

Olio di oliva che esce da un frantoio, simbolo della filiera produttiva e dei controlli UE su qualità e tracciabilità

L’olio d’oliva europeo non soffre un problema di qualità, ma di governance dei controlli. La Corte dei Conti UE evidenzia un sistema solido a valle in Italia, ma fragile sui confini e sulle importazioni extra-UE. Tracciabilità frammentata, controlli insufficienti e miscele poco trasparenti pongono una questione strutturale di politica alimentare e responsabilità sistemica.

Sicurezza alimentare e TFA nei cereali: rischi, normative e strategie per le imprese agroalimentari

Assortimento di prodotti da forno a base di cereali, utilizzato per illustrare la presenza di TFA e altri contaminanti PFAS nella filiera cerealicola.

La contaminazione da TFA nei prodotti cerealicoli sta diventando un rischio strategico per l’agroalimentare. Con nuove norme europee in arrivo, le aziende devono rafforzare tracciabilità, controlli e governance per evitare blocchi produttivi e danni reputazionali. Prepararsi ora significa trasformare una minaccia PFAS in un vantaggio competitivo e in un presidio di sicurezza per consumatori e mercato.