Passaporto digitale di prodotto nel food: uno strumento pensato per altri che il settore alimentare non può ignorare

Punti chiave

Ragazza in supermercato scansiona QR code sull’etichetta di una bottiglia per accedere al passaporto digitale di prodotto con informazioni su origine, tracciabilità, sicurezza, qualità e sostenibilità alimentare
Passaporto digitale prodotto food: QR code in supermercato

Il Digital Product Passport (DPP) è uno degli assi portanti del Regolamento europeo Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR), adottato dal Consiglio UE nel maggio 2024. L’idea è semplice: un record digitale standardizzato e leggibile tramite codice QR che accompagna il prodotto per tutto il ciclo di vita del prodotto, rendendo accessibili — a operatori di filiera, autorità e consumatori — informazioni su composizione, origine, riparabilità, riciclabilità.

Dal 2027 il passaporto digitale diventerà obbligatorio nell’Unione Europea per alcune categorie di beni durevoli, ma alimenti e le bevande sono esplicitamente esclusi dal campo di applicazione. Eppure proprio l’alimentare avrebbe più da guadagnare di quasi qualunque altro comparto dalla sua adozione.

Limiti del DPP “statico” applicato agli alimenti

Il passaporto digitale è stato pensato per fornire informazioni su composizione, origine, riparabilità e riciclabilità dei prodotti durevoli. Un alimento invece evolve continuamente, poiché lungo la filiera variano le sue caratteristiche, quali freschezza e qualità microbiologica, sensoriale e nutrizionale, insieme a variabili ambientali ed operative come temperatura, umidità, condizioni di conservazione e tempi di transito.

Da qui nasce la proposta di un DPP dinamico (d-DPP): non più un archivio fisso di dati, ma un registro che si aggiorna continuamente mentre il prodotto percorre la filiera, riflettendo in tempo reale le condizioni effettive.

Passaporto digitale alimentare: quali dati dal campo allo scaffale

Secondo i più recenti contributi scientifici più recenti sul tema, il d-DPP per ciascun lotto di alimento potrebbe registrare, a seconda delle necessità, diverse categorie di informazioni, sia dinamiche che statiche.

1. Informazioni sul prodotto

  • indici di qualità
  • origine geografica
  • ingredienti e valori nutrizionali
  • data di scadenza o termine minimo di conservazione

2. Tracciabilità lungo la filiera

  • parametri ambientali
  • condizioni di trasporto e stoccaggio
  • cronologia degli eventi logistici
  • passaggi tra operatori della filiera

3. Informazioni ambientali

  • impronta di carbonio
  • qualità del suolo e indicatori di biodiversità

4. Conformità e certificazioni

  • certificazioni biologiche
  • conformità ai disciplinari delle Indicazioni Geografiche
  • controlli e audit effettuati lungo la filiera

Una struttura informativa di questo tipo non sostituirebbe gli attuali sistemi di tracciabilità alimentare previsti dalla legislazione, ma li renderebbe più accessibili e verificabili.

Le tecnologie che rendono possibile il passaporto dinamico

Secondo un recente studio dell’Università di Surrey e del King’s College di Londra servono diverse tecnologie abilitanti per rendere operativo il sistema del d-DPP nel settore alimentare:

  • blockchain per garantire che i dati siano immutabili, sicuri e accessibili in modo autenticato a tutti gli attori autorizzati lungo tutta la filiera.
  • gemelli digitali, che simulano l’evoluzione della qualità nel tempo, aggiornati in tempo reale tramite sensori e dati IoT per il monitoraggio continuo delle condizioni del prodotto lungo la filiera.
  • smart contract, che possono automatizzare alcune funzioni, ad esempio segnalare deviazioni dalle condizioni di conservazione o attivare procedure di controllo.
  • Intelligenza artificiale, come strumenti intelligenti di supporto alle decisioni che migliorano la sicurezza, riducono gli sprechi e consentono catene di fornitura più sostenibili e resilienti.
  • infrastrutture dati capaci di gestire aggiornamenti frequenti ed in tempo reale anche in condizioni di connettività intermittente.

Il progetto THEROS: un toolbox per la tracciabilità avanzata

Sul versante applicativo, il progetto THEROS — finanziato dall’UE nell’ambito di Horizon Europe e coordinato dall’ICCS di Atene — ha sviluppato uno dei primi prototipi concreti di d-DPP per il settore food.

Il progetto si è concentrato su prodotti ad alto rischio di frode, adulterazione o contraffazione, come:

  • prodotti biologici
  • alimenti a indicazione geografica (IG)
  • prodotti premium con forte valore reputazionale

In queste categorie il valore economico dell’autenticità è tale da giustificare investimenti in sistemi avanzati di verifica.

I ricercatori hanno sviluppato un insieme di strumenti tecnologici pensati per supportare un passaporto digitale applicato ai prodotti alimentari. Il sistema integra diverse soluzioni:

  • monitoraggio satellitare per la localizzazione dei prodotti
  • sistemi tecnologici avanzati MEMS (Micro-Electro-Mechanical Systems) per analisi rapide per stabilire la conformità del prodotto rispetto agli standard richiesti
  • kit di autenticazione basati sul DNA per verificare l’autenticità del prodotto
  • tracciabilità distribuita tramite blockchain

L’obiettivo era creare una piattaforma capace di raccogliere dati provenienti da diverse fonti e renderli accessibili attraverso un’unica interfaccia digitale.

Le consultazioni con agricoltori, operatori e certificatori condotte nella prima fase del progetto hanno confermato un interesse diffuso, identificando nella tracciabilità rafforzata, nella condivisione strutturata delle informazioni e nel supporto al lavoro delle autorità i benefici più concreti. Le consultazioni con i consumatori, il gruppo forse più determinante per l’adozione, sono ancora in corso.

Quali sono gli attori della filiera coinvolti

Un passaporto digitale dovrebbe coinvolgere diversi soggetti della filiera.

Gli operatori della filiera — agricoltori, trasformatori, confezionatori, trasportatori, distributori — generano e aggiornano il passaporto nel proprio nodo con accesso limitato alle informazioni di competenza.

Gli enti di certificazione e regolatori verificano le non conformità e il rispetto dei disciplinari e aggiornano in tempo reale lo stato di eventuali certificati rendendo tali informazioni verificabili in tempo reale.  

I consumatori possono accedere ai dati tramite smartphone, ad esempio scansionando un QR code presente sulla confezione, con sviluppi futuri verso notifiche attive su prodotti acquistati e sistemi di allerta su lotti richiamati.

La disponibilità di queste informazioni per l’utente finale potrebbe influenzare positivamente le scelte di acquisto e rafforzare la fiducia e la reputazione nel settore.

Vantaggi del passaporto digitale dinamico per sicurezza e trasparenza

Sicurezza, qualità e prevenzione degli sprechi

Il costo economico dello spreco alimentare nella supply chain globale è stimato in 540 miliardi di dollari per il 2026 (Centre for Economics and Business Research). Grazie alla combinazione di sensori e intelligenza artificiale, un d-DPP consentirebbe di individuare dove, quando e perché la qualità inizia a diminuire, attivando interventi preventivi prima che il deterioramento diventi irreversibile. Il risultato potenziale è una riduzione delle perdite lungo la filiera e una gestione più efficiente delle scorte.

Protezione da frodi e contraffazioni

Per prodotti come IG e biologico e il passaporto digitale può diventare anche uno strumento di tutela economica. Il sistema consente di integrare nel passaporto:

  • dati di autenticità
  • certificazioni ufficiali
  • cronologia completa della filiera

Questo rende molto più difficile introdurre nel mercato prodotti adulterati o con origine falsificata. Per i consorzi di tutela e per gli organismi di controllo si tratta di un nuovo modello di gestione delle verifiche.

Fiducia e trasparenza

Il passaporto digitale dinamico offre ai consumatori un livello di trasparenza oggi assente nelle filiere alimentari, permettendo scelte più informate, salutari e consapevoli. Rende infatti accessibili la storia del prodotto, i dati di qualità e sostenibilità, le informazioni verificabili in tempo reale sull’autenticità dei certificati e notifiche attive in caso di problemi su lotti acquistati.

L’adozione di una strategia di trasparenza proattiva basata su tecnologia blockchain, consente di condividere e rendere accessibili i dati a tutti gli stakeholder, comprese le Autorità, introducendo una nuova dimensione valoriale di trasparenza e lealtà nei rapporti di filiera. Abbiamo scritto diversi articoli sull’impatto della blockchain nel sistema agroalimentare.

Efficienza nella gestione della filiera

Attraverso la digitalizzazione dei dati, le aziende possono ottimizzare la gestione della supply chain e migliorare la logistica.

Tracciabilità digitale e gestione dei contenziosi di filiera

Il passaporto digitale dinamico crea un archivio di dati immutabili e verificabili— eventi logistici, condizioni ambientali, passaggi tra operatori — documentando la storia del prodotto lungo tutta la filiera.

Nella nostra esperienza, una parte significativa dei contenziosi nel settore alimentare si risolve o si previene proprio quando esiste una solida documentazione di filiera capace di chiarire rapidamente dove e come si è generata la criticità.

Anche nei procedimenti giudiziari la disponibilità di dati tracciati lungo la filiera può costituire un importante elemento di supporto alla ricostruzione dei fatti, pur rimanendo naturalmente oggetto di valutazione tecnica e giuridica da parte delle autorità competenti.

Supermercati e GDO come laboratori per il passaporto digitale food

Un punto interessante emerso negli studi sul tema riguarda il ruolo della distribuzione. I supermercati potrebbero infatti diventare ambienti di sperimentazione reale per testare il funzionamento del passaporto digitale. 

L’integrazione di logistica, gestione della freschezza, contatto diretto con il consumatore e sistemi informativi avanzati rende il supermercato un luogo ideale per valutare come i dati del DPP possano supportare le decisioni operative quotidiane, dalla gestione delle scorte alla rotazione dei prodotti, fino alla comunicazione al cliente.

Conclusioni

Il DPP dinamico non ha bisogno di diventare obbligatorio per essere utile. Le filiere alimentari di qualità, biologico, IG, produzioni locali, certificate o premium, operano già in un mercato dove la reputazione è l’asset più fragile e prezioso.

Un’adulterazione, una non conformità non intercettata in tempo, una rottura della catena del freddo che nessuno ha registrato: bastano episodi di questo tipo per compromettere anni di costruzione del brand.

Il passaporto digitale risponde esattamente a questa vulnerabilità.

Non come adempimento normativo, ma come infrastruttura per la fiducia: verso i consumatori che chiedono trasparenza reale e non solo etichette, verso la GDO che seleziona i fornitori anche sulla base della capacità di tracciare e documentare, verso i mercati export dove la verifica dell’autenticità è una precondizione commerciale.

Link di approfondimento:

https://economiacircolare.com/passaporto-digitale-del-prodotto-dinamico/

https://www.e3s-conferences.org/articles/e3sconf/abs/2024/115/e3sconf_iced2024_08001/e3sconf_iced2024_08001.html

https://www.nature.com/articles/s44359-026-00144-7

https://www.mealefood.com/antibiotico-resistenza-e-blockchain-la-strategia-lombarda-per-una-filiera-agroalimentare-trasparente-e-sicura/

https://www.mealefood.com/olio-evo-la-crisi-del-settore-e-una-nuova-via-per-leccellenza-italiana/

https://www.mealefood.com/la-sfiducia-dei-consumatori-nellindustria-alimentare-cause-profonde-e-strategie-per-il-cambiamento/

https://www.mealefood.com/risolvere-le-criticita-delle-filiere-e-raggiungere-gli-obiettivi-sdg-attraverso-la-blockchain/

https://www.mealefood.com/dalla-logica-guardia-e-ladri-allautocontrollo-sistemico-attraverso-la-blockchain/

https://www.mealefood.com/la-data-di-scadenza-sui-prodotti-alimentari-in-futuro-sara-piu-certa-e-la-label-declaration-piu-smart/

https://www.mealefood.com/l-elefante-e-grande-e-va-mangiato-a-pezzi/

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