Il nostro pane quotidiano sotto pressione

Contaminanti, costi nascosti e responsabilità lungo la filiera Nel precedente articolo (L’Italia della cucina UNESCO e della Dieta Mediterranea: tra celebrazione e crisi silenziosa), ci siamo soffermati sul paradosso culturale che stiamo vivendo: il riconoscimento ufficiale della Cucina Italiana e della Dieta Mediterranea come patrimoni dell’umanità, a fronte di una progressiva perdita di coerenza tra […]
Sicurezza alimentare e TFA nei cereali: rischi, normative e strategie per le imprese agroalimentari

La contaminazione da TFA nei prodotti cerealicoli sta diventando un rischio strategico per l’agroalimentare. Con nuove norme europee in arrivo, le aziende devono rafforzare tracciabilità, controlli e governance per evitare blocchi produttivi e danni reputazionali. Prepararsi ora significa trasformare una minaccia PFAS in un vantaggio competitivo e in un presidio di sicurezza per consumatori e mercato.
Prossimi standard UE sugli inquinanti dell’acqua: impatti e opportunità per l’industria alimentare

Il nuovo accordo UE sugli inquinanti delle acque introduce limiti più severi per PFAS, pesticidi e farmaci, con implicazioni dirette per agricoltura e industria alimentare. Nonostante tempi di recepimento lunghi, le imprese possono trasformare l’obbligo in opportunità investendo in monitoraggio, depurazione e pratiche sostenibili, rafforzando fiducia, reputazione e competitività.
PFAS e alimenti: la contaminazione cresce, serve l’impegno delle imprese

Un’indagine BUND conferma l’ampia diffusione dei PFAS negli alimenti, dalle uova al pesce. Questi “forever chemicals” pongono rischi ambientali e sanitari, spingendo l’UE verso un piano comune. Le imprese, soprattutto nei settori alimentare e packaging, devono mappare i processi, investire in alternative sicure e garantire trasparenza per tutelare i consumatori e rafforzare la sostenibilità.
Italia e PFAS: il decreto sulle acque potabili è un primo passo, ma è sufficiente?

L’Italia introduce nuovi limiti sui PFAS per le acque potabili, ma il decreto resta insufficiente. Greenpeace chiede standard più rigorosi e una strategia chiara per eliminare queste sostanze. Il settore agroalimentare deve assumersi le proprie responsabilità. Serve un modello trasformativo, non solo correttivo, per tutelare la salute pubblica e l’ambiente.
Inquinamento da PFAS nelle acque potabili: una sfida sistemica da affrontare

L’indagine di Greenpeace rivela che il 79% dei campioni di acqua potabile italiana contiene PFAS. Queste sostanze tossiche minacciano la salute e l’ambiente, mentre i limiti normativi risultano inadeguati. È urgente adottare un approccio preventivo e ridefinire il ruolo del settore agroalimentare per garantire benessere collettivo e sostenibilità.