L’energia del cibo: siamo sicuri di cercarla nel posto giusto?

Che cosa misura davvero la scienza quando parliamo di frequenze degli alimenti? Dalle tecniche analitiche alla trasformazione della materia, fino al ruolo delle persone: una riflessione aperta su ciò che un alimento conserva, modifica o perde lungo il processo.
Lu Scatton’ – lo Scattone: quando la tradizione molisana incontra la scienza

Lo Scattone molisano, preparazione tradizionale a base di pasta, acqua di cottura e vino rosso, diventa una domanda scientifica. La sua matrice alimentare, la temperatura, i solidi della vroda, il rapporto tra vino e acqua e il consumo preprandiale possono essere studiati per comprendere le sensazioni associate all’apr lu stommc, senza trasformare la tradizione in una spiegazione fisiologica già dimostrata.
Olio EVO, polifenoli e percezione del gusto: stiamo comunicando davvero il valore dell’extravergine?

L’articolo analizza il rapporto tra polifenoli dell’olio EVO, percezione sensoriale e valore nutraceutico. Amaro e piccante, spesso poco apprezzati dal consumatore, rappresentano indicatori biologici di qualità e stabilità ossidativa. Il testo approfondisce criticità di comunicazione, shelf life e gestione della filiera, evidenziando la necessità di nuovi modelli di valorizzazione culturale, tecnologica e commerciale dell’extravergine di alta qualità.
In memoria di Carlo Petrini

L’articolo ricorda Carlo Petrini e la sua eredità culturale nel sistema agroalimentare. Dal valore umano del cibo alla biodiversità, dal ruolo delle persone nelle filiere alla sostenibilità, emerge una riflessione sul futuro dell’agroalimentare tra crisi globali, perdita di senso e necessità di ricostruire legami profondi tra uomo, natura, lavoro, territorio e comunità.
Olio EVO: come si distrugge valore in una filiera che produce eccellenza

L’olio extravergine d’oliva, prodotto ad alto valore nutrizionale e culturale, perde riconoscimento lungo la filiera. Tra qualità reale e percezione del consumatore si crea una frattura che porta alla commoditizzazione. Produzione, distribuzione e comunicazione non valorizzano adeguatamente il prodotto. Serve un cambio di visione per rendere comprensibile la qualità e restituire valore economico, culturale e alimentare al sistema
Olio EVO in casa: perché perde qualità ogni giorno (e perché il sistema non lo protegge)

L’olio extravergine d’oliva perde qualità già dopo l’apertura: ossigeno, luce e tempo riducono polifenoli, stabilità e profilo sensoriale. Una ricerca mostra cali significativi anche in poche settimane. Packaging e conservazione sono fattori decisivi, ma il problema è sistemico. Senza un modello che protegga e valorizzi il prodotto, anche un olio eccellente rischia di perdere rapidamente valore.
Intelligenza artificiale e sostenibilità: nell’agroalimentare il problema non è l’efficienza, ma la perdita di valore

L’integrazione tra intelligenza artificiale e sostenibilità sta trasformando il settore agroalimentare, ma il nodo centrale resta la perdita di valore lungo la filiera. Lo spreco non è un evento isolato, bensì una dinamica distribuita. L’AI può ottimizzare processi e decisioni, ma solo un cambio di paradigma, orientato alla prevenzione, può ridurre l’impatto reale e migliorare la sostenibilità.
Olio extravergine d’oliva: tra qualità, perdita di valore, crisi sistemica e necessità di una nuova visione

L’olio extravergine d’oliva attraversa una crisi sistemica tra frodi, calo della qualità e perdita di valore percepito. Problemi di tracciabilità, dipendenza dalle importazioni e scarsa cultura del consumatore aggravano il contesto. Serve una nuova visione basata su biodiversità, trasparenza, educazione e sostenibilità per rilanciare il settore e preservarne identità, qualità e ruolo strategico nell’agroalimentare.
Il paradosso italiano: spreco e insicurezza alimentare in un sistema da riformare

Ogni anno in Italia si sprecano 1,7 milioni di tonnellate di cibo, sufficienti a sfamare 3 milioni di persone. Mentre cresce l’insicurezza alimentare, metà degli italiani chiede il riconoscimento del diritto al cibo. Ridurre lo spreco significa promuovere equità, sostenibilità e una nuova cultura alimentare fondata su responsabilità e solidarietà.
Ridurre lo spreco alimentare in Italia: rapporto 2025 e strategie per industria e famiglie

Il rapporto Waste Watcher 2025 mostra che l’Italia spreca in media 555,8 g di cibo a settimana per persona, più della media UE. Frutta, verdura e pane sono i prodotti più buttati. Nonostante la consapevolezza elevata, i comportamenti restano incoerenti. Cultura alimentare, etichette chiare e filiere responsabili sono la chiave per dimezzare gli sprechi entro il 2030.
Verso le bevande vegetali del futuro: fermentazione, funzionalità e coerenza nutrizionale

Il plant-based evolve oltre l’alternativa al latte. Le bevande vegetali fermentate rispondono ai nuovi bisogni del consumatore: clean label, benefici funzionali, gusto e sostenibilità. Fermentazione e tecnologie soft aprono la strada a referenze innovative, nutrienti e coerenti. Un’opportunità chiave per le aziende che vogliono distinguersi in un mercato in trasformazione.
Olio EVO: la crisi del settore e una nuova via per l’eccellenza italiana

Il settore olivicolo italiano affronta un deficit produttivo strutturale. Solo il 45,9% dell’EVO è nazionale. Un nuovo disegno di legge propone parametri più severi, sostegni alle imprese e blockchain per la tracciabilità. L’obiettivo: competere sulla qualità, non sui volumi, e rilanciare un patrimonio identitario, economico e culturale del Made in Italy.