
139 organizzazioni europee, tra cui PAN Europe, European Environmental Bureau (EEB), FoodWatch e Greenpeace, hanno inviato una lettera alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, chiedendo con urgenza di rafforzare l’applicazione della legislazione UE sui pesticidi (1).
Al centro della richiesta c’è il Regolamento (CE) N. 1107/2009 (relativo a autorizzazione, immissione sul mercato, impiego e controllo dei fitosanitari), oggetto di recenti richieste di “semplificazione” e di deroghe da parte degli Stati Membri.
Secondo i firmatari, l’Europa si trova oggi di fronte a una crisi sanitaria e ambientale silenziosa e la salute dei cittadini e la sicurezza alimentare a lungo termine dipendono dalla applicazione rigorosa di uno dei pilastri del quadro normativo europeo per la protezione della salute umana, della biodiversità e dell’ambiente.
Scarsa attuazione del Regolamento UE 1107/2009: un rischio per tutti
Il Regolamento 1107/2009 stabilisce un principio chiaro: nessuna sostanza dovrebbe essere approvata se rappresenta un rischio per la salute umana o per l’ambiente. Tuttavia, la pratica mostra un’altra realtà.
Molti Stati membri — denunciano le organizzazioni — abusano delle deroghe previste dagli articoli 4(7) e 53 del Regolamento, consentendo l’uso di sostanze pericolose anche dopo che ne sia stata riconosciuta la tossicità.
Un caso emblematico è quello del flufenacet, un erbicida classificato come interferente endocrino e PFAS, che rilascia acido trifluoroacetico (TFA) nelle acque sotterranee. Pur essendo scaduto da anni, il prodotto è rimasto sul mercato per oltre un decennio, con ulteriori 18 mesi di proroga.
Un’anomalia che mostra quanto le procedure di revisione e i “periodi di proroga” siano diventati un meccanismo di rinvio delle decisioni, anziché di tutela.
Semplificare non deve significare indebolire la legge
Un punto centrale della lettera riguarda la crescente pressione politica per “semplificare” la normativa sui pesticidi, allungando i periodi di transizione o reintroducendo deroghe per “usi essenziali”.
Secondo i firmatari, queste proposte rischiano di svuotare di significato il Regolamento 1107/2009 e di rallentare la transizione verso modelli agricoli sostenibili.
La Commissione è invece invitata a concentrare gli sforzi sulla piena attuazione delle norme esistenti, assicurando che le valutazioni del rischio siano tempestive e basate sulle evidenze scientifiche più recenti, e che le deroghe restino eccezioni reali, non scorciatoie permanenti.
Salute e ambiente sotto pressione: i dati scientifici più recenti
I pesticidi sintetici, progettati per eliminare parassiti, funghi o infestanti, non restano confinati nei campi agricoli. Numerosi studi europei di biomonitoraggio dimostrano la presenza diffusa di residui chimici nell’aria, nell’acqua, nella polvere domestica e persino nei tessuti umani (2).
Gli effetti sulla salute sono ormai documentati:
- aumento dei casi di cancro del sangue, tumori alla prostata e malattia di Parkinson tra gli agricoltori e i lavoratori rurali;
- associazioni tra esposizione cronica, disturbi dello sviluppo cognitivo e tumori nei bambini (3);
- rischi per la fertilità e per il sistema endocrino negli adulti.
Sul piano ecologico, la situazione è altrettanto allarmante. I pesticidi compromettono la biodiversità del suolo e delle acque, riducono la diversità delle piante selvatiche e minacciano gli impollinatori.
Lo studio INSIGNIA-EU, che utilizza le api mellifere come microsensori ambientali, ha dimostrato che i residui di pesticidi — inclusi alcuni vietati — sono onnipresenti nei paesaggi agricoli europei.
Questo collasso biologico ha conseguenze dirette sulla sicurezza alimentare: maggiore vulnerabilità delle colture ai parassiti, meno impollinatori e meno fertilità del suolo.
Agroecologia e IPM: le alternative sostenibili già disponibili
La buona notizia è che le alternative esistono, la lettera alla Commissione sottolinea come l’agricoltura agroecologica e la Gestione Integrata dei Parassiti (IPM) rappresentino già oggi soluzioni praticabili per ridurre drasticamente l’uso di pesticidi. Questi approcci, basati sulla biodiversità e sul rispetto degli equilibri naturali, permettono di mantenere la produttività agricola riducendo la dipendenza da sostanze chimiche.
In particolare, l’IPM — obbligatoria per legge dal 2014 — è ancora scarsamente implementata nella maggior parte degli Stati membri pur essendo, da un punto di vista teorico, più inclusiva rispetto all’agricoltura biologica (4).
Le organizzazioni chiedono che la Commissione da una parte rafforzi l’attuazione dell’IPM, accompagnando gli agricoltori con strumenti tecnici, formazione e sostegni economici.
I cittadini europei chiedono trasparenza e prodotti sicuri
Non si tratta solo di una battaglia istituzionale, negli ultimi anni, i cittadini europei hanno espresso con forza la loro preoccupazione per l’uso eccessivo di pesticidi attraverso: consultazioni, Eurobarometro (per cui i residui di pesticidi restano la principale preoccupazione per la sicurezza alimentare tra i cittadini europei9 e due iniziative dei Cittadini Europei che hanno raccolto milioni di firme.
La crescente domanda di prodotti biologici e residuo zero è un chiaro segnale di mercato. Le imprese agroalimentari che anticipano questa transizione — investendo in pratiche rigenerative e tracciabilità — saranno anche quelle più resilienti di fronte alle future regolamentazioni.
Dalla deroga alla responsabilità: il futuro delle politiche sui pesticidi
La lettera del 27 ottobre rappresenta un segnale politico forte: rafforzare la legge, non indebolirla.
La transizione ecologica dell’agricoltura europea non può prescindere da una rigorosa applicazione delle norme sui pesticidi, da un sostegno concreto agli agricoltori e da una visione che ponga la salute pubblica e ambientale al centro delle politiche agricole.
Come ricorda la coalizione di 139 organizzazioni, “la salute delle persone, della natura e delle generazioni future dipende da questo”.
Link di approfondimento:
1. Lettera delle 139 associazioni alla Von der Leyen
2. Progetto di ricerca SPRINT UE sull’impatto pesticidi su salute umana e ambiente
3. Nostro articolo su legame pesticidi e tumori pediatrici4. Report Euractiv sulla applicazione della lotta integrata contro i parassiti nei Paesi Membri
4. Report Euractiv sulla applicazione della lotta integrata contro i parassiti nei Paesi Membri