
Il nuovo rapporto annuale EFSA–ECDC sulle zoonosi evidenzia un quadro complesso per l’Europa: alcune infezioni sono in aumento, altre in lieve calo, ma l’impatto complessivo sulla salute pubblica resta elevato, con implicazioni dirette per l’intera filiera agroalimentare.
Se Campylobacter e Salmonella continuano a rappresentare le principali cause di malattie alimentari per numero totale di casi, Listeria monocytogenes rimane la zoonosi più grave, con i più alti tassi di ospedalizzazione e mortalità.
Listeria: pochi casi, ma i più gravi
Nel 2024 la listeriosi si è confermata una patologia rara ma estremamente severa, soprattutto per i gruppi vulnerabili come anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse:
- 7 persone su 10 sono state ricoverate;
- 1 su 12 è deceduta.
Il trend in crescita dei casi è attribuito a più fattori concomitanti: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento del consumo di alimenti ready to eat (RTE) e pratiche non sempre adeguate nella manipolazione e conservazione degli alimenti.
Richiami recenti e vulnerabilità delle filiere
Sul piano industriale, il biennio 2024–2025 è stato caratterizzato da numerosi richiami di prodotti per rischio di contaminazione da Listeria monocytogenes, che hanno interessato diverse filiere e mercati.
Tra i casi più significativi:
- Esselunga ha recentemente richiamato un lotto di salmone affumicato prodotto dall’azienda polacca Koral SA per Food From The World Srl, per sospetta presenza di Listeria monocytogenes. Un ulteriore richiamo, a settembre, ha riguardato un lotto di salmone affumicato a marchio Kv Nordik, anch’esso di origine polacca.
- In Italia e in altri Paesi europei si sono susseguiti richiami continuativi di prodotti RTE come insalate pronte, salmone affumicato, sandwich confezionati e preparazioni gastronomiche refrigerate.
- Nel Regno Unito, ad esempio, diversi piatti pronti prodotti da Ballymaguire Foods sono stati ritirati dal mercato per rischio Listeria.
Questi episodi mettono in evidenza la vulnerabilità delle filiere moderne, in particolare per i prodotti lavorati, pronti al consumo, refrigerati o affumicati, che possono offrire condizioni favorevoli alla sopravvivenza di Listeria anche a basse temperature.
Sebbene i livelli di non conformità rilevati nei controlli ufficiali restino generalmente contenuti (circa 0–3% dei campioni oltre i limiti), la presenza potenziale di Listeria nei prodotti alimentari rappresenta un rischio rilevante, sia sanitario sia reputazionale, per molte imprese del settore.
Normativa UE 2026: nuovi criteri microbiologici e obblighi per gli OSA
A partire dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore il Regolamento (UE) 2024/2895, che introdurrà criteri microbiologici più stringenti per Listeria monocytogenes nei prodotti RTE.
Il regolamento richiederà agli OSA di:
- effettuare valutazioni scientifiche della shelf life;
- aggiornare i piani HACCP introducendo limiti microbiologici intermedi;
- garantire formazione continua del personale;
- rafforzare il controllo delle temperature e adottare sistemi digitali di tracciabilità.
Salmonella e criticità della filiera avicola
Il rapporto segnala anche un’altra criticità rilevante: solo 14 Stati membri hanno raggiunto tutti gli obiettivi europei di riduzione della Salmonella nel pollame.
Questo comporta:
- un rischio persistente per le filiere di carne avicola e uova;
- possibili future restrizioni normative;
- un’intensificazione dei controlli ufficiali da parte delle autorità competenti.
Prevenzione e tracciabilità: cosa devono fare oggi le imprese
La prevenzione delle zoonosi passa da buone pratiche igieniche, ma sempre più anche da:
- monitoraggi microbiologici mirati;
- verifiche strutturate sui fornitori;
- tracciabilità digitale;
- audit tecnici e documentali lungo tutta la filiera.
La capacità di dimostrare controllo e tracciabilità documentata, non solo per Listeria ma per l’intero spettro dei patogeni, è oggi un fattore chiave di competitività e fiducia.
Anche ristorazione e consumatori giocano un ruolo essenziale: la sicurezza alimentare si completa “a valle”, attraverso comportamenti corretti, consapevolezza del rischio ed educazione alimentare. Molti effetti delle zoonosi possono essere prevenuti con accorgimenti semplici, come corretta cottura, igiene domestica e limitazione del consumo di alimenti a rischio per le categorie vulnerabili.
Conclusioni: governance del rischio e impatto sul business
L’evoluzione normativa e le aspettative dei consumatori impongono alle imprese una governance del rischio sempre più proattiva, fondata su prevenzione, tracciabilità e controllo.
Investire in tecnologie di monitoraggio microbiologico, procedure food-safe integrate e sistemi documentali robusti non significa solo rispettare la normativa, ma costruire fiducia, proteggere il brand e rafforzare le relazioni di filiera.
La listeriosi resta rara, ma potenzialmente devastante in termini di salute pubblica e reputazione aziendale.
Il vero vantaggio competitivo, oggi, è governare il rischio in modo trasparente, documentato e anticipatorio.
Link di approfondimento:
https://www.efsa.europa.eu/it/news/serious-listeria-infections-rising-europe-eu-report-warns
https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2025.9759
https://www.esselunga.it/media/footer/servizio-clienti/allerte-e-richiami/pdf/cartello-salmone.pdf
https://www.food.gov.uk/news-alerts/alert/fsa-prin-35-2025
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32024R2895